Una Chiacchierata con ….. Daniele “CIARLY” Ciarlantini

Cari Amici, l’estate ormai è un vecchio ricordo e piano piano si avvicina l’inverno. Cosa c’è di meglio che passare qualche ora in compagnia delle ultime belle giornate bevendo una delle nostre bionde, sotto un pergolato magari in compagnia di un nuovo amico…. niente di meglio. Questa volta ci è venuto trovare di persona, Ciarly.Dopo la chiacchierata con Eliano Zanier imprenditore del settore birrario, continua la serie di incontri con un nuovo amico HB che pensate e venuto a trovarci dalle Marche, precisamente da Macerata. Abbiamo il piacere di avere con noi, Daniele, affezionato frequentatore del Forum di AreaBirra, con il nick Ciarly.
Nato a Macerata nelle Marche, 30 anni. Laureato magistrale in psicologia clinica, trasferito da poco in provincia di Savona per lavoro. Il suo hobby preferito, come potete immaginare, è fare la birra in casa. 

Ti do il benvenuto qui a Pallare in mezzo alle verdi colline Liguri e dopo qualche anno, possiamo incontrarci Ciarly, è un vero piacere averti qui a gustare le nostre birre. Dicci qualcosa di te, presentati ai nostri lettori.C: Salve a tutti, mi chiamo Daniele Ciarlantini, ho 30 anni e sono nato a Macerata. Due mesi fa mi sono trasferito a Dego (Sv) perchè ho trovato lavoro in una comunità per richiedenti asilo. Oltre alla passione per la birra e le bevande fermentate in generale, amo il buon cibo. Mi piace tantissimo viaggiare (anche da solo) e sono super appassionato di serie tv.

Raccontaci il Tuo percorso birrario.C: Ho iniziato a fare la birra in casa con i classici kit, quasi subito (ne ho fatti 3-4) sono passato all’E+G e dopo un po’ al BIAB. Con gli anni ho cercato di perfezionare il mio impianto: al classico BIAB ho aggiunto il sistema RIMS tube. Devo dire, però, di preferire di gran lunga la semplicità del classico BIAB senza resistenze e pompe elettriche.

Qual’è la tecnica che utilizzi maggiormente per brassare le Tue birre?C: La tecnica Biab, anche se prima o poi passerò al classico all-grain.

Qual’è la tua opinione sulla tecnica Australiana Brew In A Bag, BIAB?
C: Dal mio punto di vista la tecnica BIAB è un ottimo punto di partenza per affrontare l’All-Grain. L’homebrewer deve far fronte a tutte le variabili possibili. Amo profondamente la semplicità di questo metodo, la possibilità di brassare con una sola pentola è davvero un enorme pregio. Per quanto riguarda la mia esperienza personale: ho notato una notevole diminuzione della stabilità delle mie birre nel tempo. Nei primi 5-6 mesi le birre erano nella norma, successivamente poteva capitare di avere dei piccoli gushing, lenti ma inesorabili. Ora so bene che le cause potrebbero essere tantissime, ma credo di averle provate quasi tutte: da sanificare tutto con soda e acido, al comprare bottiglie nuove di zecca, a fermentare in fusto Corny keg ed imbottigliare sotto pressione senza priming (dopo aver travasato in un altro corny keg). Questa è solamente la mia esperienza non una ricerca scientifica, posso sbagliare e sono decisamente aperto a confronti e smentite.

Pensi che sia un metodo meno efficace che All Grain Classico?
C: No, penso che ognuno debba fare le sue scelte dovute al proprio spazio casalingo ed investimento monetario.

Quale sono gli stili di birra che preferisci?
C: Ho iniziato amando tantissimo le birre luppolate (Ipa, apa etc.), parallelamente ho cominciato ad appassionarmi al mondo delle fermentazioni spontanee. Ultimamente privilegio la semplicità delle basse fermentazioni, apprezzo tanto la facilità di bevuta quanto la loro difficoltà di produzione. Secondo me, quando un homebrewer riesce a fare una buona Pils in casa può ritenersi soddisfatto. Io ancora non lo sono, è il mio cruccio.

E consuetudine che chi ci viene a trovare regali una ricetta ai nostri lettori, non Ti puoi sottrarre neanche Tu.
C: Una bella west coast Ipa, fresca e bella profumata.
70 % pils,
30 % maris ( o un pale ale qualsiasi);
Luppolo da amaro a 60’,
poi da 5’ in poi ci si sbizzarrisce con le quantità di luppolo (non meno di 5gr/l).
Non mischierei 5-6 qualità diverse, soprattutto all’inizio in modo tale da conoscere le differenze di apporto di ogni tipologia.
Poi Dry hopping con 5-6 gr/L per almeno 4-5gg a 16°c.
Lievito neutro (US-05)

Qual’è la Tua opinione del panorama dei forum italiani?
C: Se ho capito come fare la birra devo tutto (o quasi) ad AreaBirra, con molti utenti sono in ottimi rapporti anche nel mondo reale. Ci sono davvero tante persone capaci e pronte ad aiutare.

Sulla rete sia nei forum e nei numerosi siti e blog, si cerca di offrire un aiuto al mondo degli HB, pensi che a volte le troppe informazioni, a volte contraddittorie, possano addirittura confondere?
C: Può succedere di confondersi, per questo secondo me si dovrebbe sempre partire dai libri di testo.

E di pochi mesi fa la notizia di cronaca di alcuni amici finiti in ospedale dopo aver bevuta una birra prodotta da loro in casa. Molti si improvvisano HB, cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere la nostra strada di HB?
C: Ce ne vuole per far star male una persona con una birra fatta in casa. La prima cosa che mi viene in mente è la scarsa pulizia (risciacquo) dopo l’utilizzo dei prodotti chimici per la sanificazione.
Se si utilizza la soda caustica, ad esempio, è necessario risciacquare con un acido altrimenti rimangono dei residui che poi saranno, molto probabilmente, ingeriti. Consiglio di informarsi bene prima di utilizzare qualsiasi sostanza chimica più o meno pericolosa, inoltre consiglio di usare protezioni adeguate.

Con il passare degli anni aumenta esponenzialmente la diffusione e l’interesse della birra artigianale, a cosa pensi sia dovuto, in un paese dove la cultura birraria non esiste?
C: La cultura birraria sta crescendo anche in Italia: aumentano gli eventi dedicati in cui sono presenti laboratori interessanti con personaggi del panorama nazionale ed internazionale di spicco. La birra artigianale italiana non ha niente da invidiare a quella delle altre nazioni.

Le nuove linee guida del BJCP 2015 hanno inserito uno stile italiano, la Italian Grape Ale, ma esiste davvero uno stile Italiano o è semplicemente l’ennesima forzatura?
C: Non credo sia una forzatura, poi ce ne sono di ottime e di meno buone.

La birra artigianale in Italia ha avuto un aspetto secondario notevole che sta creando anche opportunità di lavoro, per la forte crescita di birrifici, pensi che tra gli aspetti negativi ci potrebbe essere troppa superficialità e la qualità del prodotto Italia ne possa risentirne?
C: Generalizzare è sbagliato, secondo me dipende da come un birrificio lavora. Non è difficile fare la birra (noi homebrewers siamo maestri in questo), quello che è difficile è farla bene.

Pensi che i consumatori di birra, abbiamo capito le differenze, sia di prezzo che qualitative, tra la birra industriale e quella artigianale?
C: Perdonami se ti rispondo con una domanda: pensi che i consumatori di vino abbiano capito la differenza tra un noto marchio di vino in brick che costa pochissimo ed un Amarone da 50 euro a bottiglia?

In questa splendida zona di confine tra Liguria e Piemonte è molto forte la tradizione vinicola ed difficile far apprezzare il prodotto birra. Mi è capitato di conoscere persone che se amano il vino, difficilmente bevono birra anche occasionalmente, secondo Te quali sono le differenze tra chi beve birra e chi beve vino?
C: Io amo sia la birra che il vino, non capisco questa radicalizzazione verso l’una o l’altra bevanda. Perché non si possono amare entrambe? O meglio ancora: perché si dovrebbe rinunciare al piacere di una delle due?

Quanto pensi sia importante informare correttamente i ragazzi sul mondo della birra artigianale per cercare di far nascere una generazione che possa creare una cultura birraria futura?
C: Credo semplicemente che le persone che vorranno conoscere questo fantastico mondo ci arriveranno in qualche modo.

Il mondo che ruota introno alle attività delle associazioni, come concorsi, mostre, corsi, sono, secondo Te, un impegno reale per la diffusione della cultura birraria o semplicemente la ricerca di un business?
C: Secondo me sono un impegno reale per la diffusione della cultura birraria. I concorsi, in particolar modo per noi Homebrewers, servono tantissimo per crescere e per produrre birre migliori.

Quali sono i progetti per il Tuo futuro birraiolo?
C: Ricominciare a produrre birra, devo ancora fare il trasferimento dell’impianto

Abbiamo finito Ciarly, è stata davvero una chiacchierata lunga e molto piacevole, dove con estrema serenità abbiamo toccato molti aspetti del mondo della birra, sfatando anche qualche mito. Ti ringrazio per la Tua disponibilità e naturalmente Ti aspetto ancora qui da noi.
C: Grazie mille a te, è stato un piacere. A presto

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